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Il Castagno dei cento cavalli

Curiosità

Lo sapete che…l’albero piu’ antico e piu’ grande d’Europa si trova nel Parco dell’Etna in Sicilia ?

Ebbene sì cari lettori, si tratta del Castagno dei Cento Cavalli, un arbusto che ha tra i 3000 e i 4000 anni, situato alle pendici dell’Etna in particolare a S.Alfio in provincia di Catania.

Il castagno venne riconosciuto come Monumento Nazionale nel 1965 e successivamente nel 1982 venne inserito nell’elenco dei 150 alberi di “eccezionale valore storico-monumentale”, ed infine nel 2006 è stato riconosciuto dall’UNESCO-Patrimonio dell’Umanità come Monumento messaggero di pace.

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Il Castagno dei Cento Cavalli oggi misura 22 metri di altezza e si compone da tre grandi e robusti fusti. Grazie ad una rilevazione del 1780 sulla sua circonferenza totale di 57,9 metri venne iscritto al Guinness dei Primati come l’albero piu’ grande al mondo, gli studi confermano infatti che la sua circonferenza, supera di gran lunga quella del Cipresso di Montezuma, Messico.

Già nel’500 d.C il Castagno dei Cento Cavalli, incomincia ad essere menzionato su carta, penna e calamaio. Infatti la prima apparizione vi si trova nella “Descrittione latina del sito Mongibello” del 1611 scritta dall’autore A. Filoteo, il quale riferendosi all’albero lo descrive come una sorta di “rifugio” o luogo di sosta per i lavoratori e mandrie di pecore e capre del tempo, un albero così vasto che permetteva di ospitare persino una mandria di 300 pecore. Don P.Carrer e la sua opera “Il Mongibello” edita nel 1636 descrive il Castagno dei Cento Cavalli, capace di ospitare sino a 30 cavalli.

Ma si sà che, i siciliani sono tipici dell’esagerazione e col tempo i trenta cavalli diventarono 100.

Ma c’è anche una leggenda da cui l’albero prende il nome, e narra che:

la regina Giovanna I d’Angiò famosa per essere di carattere libertina in materia di relazioni sentimentali, un giorno durante una battuta di caccia sul monte Etna, venne sorpresa da un forte temporale insieme ai suoi 100 cavalieri, e per rifugiarsi dalla tempesta, decise di ripararsi sotto il famoso castagno durante la quale trascorse, sino alla fine della tempesta, tutta la notte tra le braccia di un cavaliere ad un altro, e un altro ancora e così via sino ad arrivare a cento.

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Nel ‘700 fu il vulcanologo G.Recupero che nella sua “Storia naturale e generale dell’Etna“, che misurò il castagno in 226 palmi ed il suo valore venne inserito nel 1745 nell’Atto del Tribunale dell’Ordine del Real Patrimonio di Sicilia, grazie al quale divenne un bene da tutelare e non solo, fu anche una delle prime testimonianze volte a salvaguardare il patrimonio ambientale siciliano.

Anche i viaggiatori del Gran Tour di Sicilia lo incrociarono e vi si rifugiarono, menzionandolo tra le righe di grandi opere letterarie, come Jean-Pierre Houël.

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Fonte: “Forse non tutti sanno che in Sicilia…” di Clara Serretta.

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