La Trinacria in Sicilia

La Triscele nel mondo; dall’Isola di Man all’Estonia.

Italy, Italia, Sicilia, Isola, Mare

Lo stemma siciliano con la Triscele, è stata adottata dal Parlamento Siciliano a partire dagli anni 2000. Ma la Triscele, ha origini molto antiche, e ne colpisce la somiglianza con la

Triskell” dell’Isola di Man ( situata in mezzo tra l’Inghilterra e il territorio d’Irlanda). L’isoletta composta da una scogliera impervia è famosa anche per i bellissimi castelli medievali. Probabilmente, l’Isola di Man fu colonizzata da popolazioni vichinghe. Questo significa che la Sicilia, discende da un legame con la dominazione normanna in Sicilia. Ricordiamo che il termine normanni, deriva dal norvegese “Nordmanner”, che significa “Uomini del Nord“, ed erano un popolo vichingo di origine danese e norvegese, discendenti da pirati, guerrieri, e conti norreni vale a dire, militari appartenenti alla Germania settentrionale e alla Scandinavia centro-meridionale.

Un particolare curioso, è anche quello della presenza della Triscele Risultati immagini per karja chiesa santa caterina

nella chiesa fortezza di Karja, dedicata a Santa Caterina, una località (küla) di 230 abitanti circa, nella contea di Saaremaa, in Estonia che fa parte del borgo di Leisi.
(Foto da Wikipedia)

La chiesa di Karja, è la piu’ piccola della contea di Saarema, un vero gioiello che si compone di elementi in stile gotico e romanico. Nota per essere una delle chiese piu’ ricche di elementi scultorei in tutta l’Europa del nord. Le Cronache di Henrik il Lituano, evidenziano come le chiese durante il medioevo servissero da rifugio agli abitanti dei villaggi durante le invasioni.

Un’altra funzione di queste chiese, era quello di supportare i baroni tedeschi (i conti norreni), conquistatori di queste terre. Ecco spiegato il perchè il simbolo della Trinacria siciliana è presente in altre parti del mondo.

Ritornando a parlare della Sicilia, la Triscele  o la Triskele illustra il volto della gorgone Medusa. Secondo la mitologia grecaCeto era il mostro marino dalle sembianze di un pesce-serpente, e Forco rappresentava i pericoli nascosti degli abissi marini. Le tre figlie e dunque le tre sorelle: Steno, Euriale e Medusa raffigurate con ali d’oro, artigli di bronzo, zanne di cinghiale e serpenti al posto dei capelli, rappresentavano la perversione nelle tre forme: Euriale rappresentava la perversione sessuale, Steno la perversione morale e Medusa la perversione intellettuale. Secondo la mitologia greca, coloro i quali avrebbero guardato negli occhi anche solo una di queste sorelle mostruose, si sarebbe  pietrificato. La piu’ famosa delle gorgoni, è Medusa, un volto reso chiaro anche dal pittore barocco Caravaggio.

La simbologia:

La Trinacria illustra un chiaro volto femminile, con tre gambe che si irradiano dalla testa, piegate all’altezza del ginocchio, a significare un senso di circolarità che rimanda lo scorrere del tempo, o si fa riferimento alla legge celtica del passato-presente e futuro, come se il simbolo si trovasse posizionato al centro non per casualità, ma perché funge da raffigurazione dell’eterno Ciclo del “Continuo-Infinito e Presente”.
Altri pensieri, collegano il simbolo alle tre fasi solari della giornata, ovvero all’alba, al mezzogiorno e al tramonto, o al simbolo spirituale del “Tre”. Ciò non toglie che, sono tantissime le interpretazioni e quella certa è che, in Sicilia la prima raffigurazione della triscele, risale al VII secolo a.C ritrovata in alcune ceramiche gelesi. Successivamente, la triscele è stata usata dai greci nelle monete siracusane del III secolo a.C., e grazie a loro, appare il primo uso della parola “Trinakia” che significa tre promontori.

Secondo la leggenda:

“Tre splendide ninfe gironzolavano per il mondo danzando e cantando, raccoglievano frutti, fiori e pugni di terra delle zone piu’ belle, un giorno si fermarono in un’area dove c’era un bellissimo cielo azzurro, e il loro ballo aumentò intensamente per lo splendore, le tre ninfe allora deciso di gettare in mare, tutto ciò che avevano raccolto e dal mare quel pezzo di terra si trasformò in triangolo, prendendo la forma di tre promontori a cui le ninfe avevano gettato le loro ricchezze”.

I tre promontori sono quelli di: Capo Peloro a Messina (nord-est), Capo Lilibeo vicino Marsala a nord-ovest e Capo Passero a Sud dell’isola.