Ragalna

Etna

La ricostruzione storica di Ragalna, può partire dall’epoca normanna, perché solo a quest’epoca appartengono dei documenti ritrovati che riportano un’ antica denominazione del paesino etneo, e cioè « RECHALENA » (o « Recalena » o « Regalena »), citata nella donazione di terre fatta nel 1136 al Monastero di San Leone di Pannacchio da Enrico, Conte di Policastro e Signore di Paternò, genero del gran Conte normanno Ruggero I (per averne sposata la figlia Flandrina, la quale, dopo la morte della Contessa Adelasia, ereditò la Terra di Paternò).  Dopo il Medioevo, Ragalna e altri comuni, diventarono dei possedimenti della Famiglia Moncada, esattamente nel 1400.

 L’evento che sconvolse e portò Ragalna alla cronaca, fu quello dell’eruzione dell’Etna del 1780, nella quale una gran quantità di masse laviche arrivarono sin dentro al paesino etneo e dove il “braccio” più esteso di queste, si fermò in contrada Eredità. La popolazione del tempo, organizzò moltissime processioni religiose allo scopo di fermare la colata lavica che minacciava Ragalna, e decisero di trasportare in processione, le Sacre Reliquie di S. Barbara, alle quali venne attribuito il miracoloso prodigio dell’ arresto della lava.

Durante la seconda guerra mondiale Ragalna all’epoca frazione di Paternò, divenne un rifugio per tante famiglie per sfuggire ai bombardamenti.

Il 29 aprile del 1985 Ragalna ottenne l’autonomia da Paternò e oggi, il paesino gode dei suoi 30 anni di autonomia.

Il centro nonché Cuore di Ragalna, è denominato anche “Terrazza dell’ Etna“, e costituisce la piazza appunto centrale del paesino, ovvero Piazza Cisterna, per la presenza di una piccola cisterna appunto, trattasi di uno dei moltissimi serbatoi di raccolta di acque piovane che, per sopperire alla carenza di sorgenti nel suo territorio, un tempo le popolazioni vicine vi si accingevano per farne il loro personale uso. La Chiesa S.S Maria del Carmelo o Chiesa Madre (in foto) , si trova in questa piazza e, in virtù del suo campanile “goticheggiante” , costituisce il simbolo a rappresentazione dell’intero abitato. L’edificio sacro di stile ‘800  è dedicato alla Madonna del Carmelo.

Andando a scendere, troviamo via Neghelli che dopo un breve tratto si trasforma in via Canfarella, in omaggio all’omonima contrada che attraversa e che ospitò uno dei primi nuclei abitati di Ragalna. Lungo la via Canfarella sulla sinistra, si può accedere a una tipica “trazzera” siciliana, dove è possibile ammirare i resti della chiesetta della Canfarella, probabilmente il primo tempio. Dalla via Canfarella, appena arrivati allo stop, si prosegue verso la risalita a destra, imboccando la via Rosario per giungere poi in via Mongibello, arrivando in piazza con annessa chiesa di Santa Barbara (in foto) la cui edificazione risale agli anni ’20 grazie anche al contributo di molti fedeli che al termine di ogni funzione religiosa, raggiungevano una cava nelle vicinanze e ritornavano con un carico di pietre da utilizzare per ampliarla e completarla, infatti la chiesa dapprima fu semplicemente detta “Nuova“, da distinguerla da quella più antica, dedicata alla Madonna del Carmelo. Da piazza Santa Barbara la via Paternò ci porta a scendere sino ad arrivare a Contrada “Traccia dell’Acqua”,un tempo era una delle tante “trazzere” viuzze di campagna dove vi si incontravano gli abitanti del piccolo villaggio ragalnese per rifornirsi di acqua, o lavare i panni. Oggi la fontana, esiste ancora ed è un “fresco” rifornimento per gli escursionisti che gironzolano per le vie del paese, scendendo un po’ più giù ci si ritrova a visitare la chiesetta di Santa Rita (in foto).

Risalendo la via Paternò, ovvero la via principale, e salendo per Via Canfarella, oltrepassando P.zza Cisterna si giunge per imboccare la via Rocca si giunge nell’omonima piazza (già largo Etna). Nelle vicinanze, in via Cutore Rizzo, vi si trova un’altra cisterna, detta della Regina, in ricordo di Eleonora, vedova del re di Aragona Federico III ( morto neI 1337). Secondo la storia, sarebbe stata giusto Eleonora a farla restaurare o magari rifare.

Nei pressi di Piazza Rocca,  la piccola Chiesa di San Giovanni Bosco, realizzata ed arredata su un terreno donato ai salesiani, custodisce un interessante altare in legno scolpito e dipinto, nonché due tele raffiguranti rispettivamente San Giovanni Bosco e San  Domenico Savio.

 Riprendendo l’auto, si sale per via Eredità e raggiungere quota 1700-1800 metri di altitudine dell’ex Grande Albergo dell’ Etna, a cui è prossimo l’Osservatorio astrofisico di Serra La Nave, qualificato centro di ricerca dotato di strumenti d’avanguardia tra cui un telescopio robotizzato, nella quale su prenotazione, possono essere compiute tutto l’anno visite guidate, con Mtb, Ciaspole (racchettoni da neve), a cavallo e a piedi –> Per maggiori informazioni su: escursioni e/o itinerari, prenotazioni ecc… Non esitate a contattare: [email protected] oppure visita il sito www.etnaexcursionsicily.com

 Da vedere assolutamente anche la piccola Chiesa della Madonna delle Nevi, dal  tetto in legno a doppio spiovente. E ancora un po’ più sù, a poche centinaia di metri si arriva a Monte Vetore dove da qui, è possibile accedere con l’accompagnamento di guide autorizzate, nei vari “Sentieri natura” del Parco dell’Etna.

montevetoreMONTEnerozappiniMONTEnerozappini.jpg2Uno dei più caratteristici è il Sentiero “Monte Nero degli Zappini“, un percorso ad anello di circa 4 km appartenente al demanio forestale. La pista, si  snoda  lungo  scenari paesaggistici naturali, ricchi di cespugli di ginestra etnea, pini larici, e tanto verde. Il sentiero, costituito da segnavia e da 11 indicazioni dei punti d’osservazione, è composto da meravigliosi scenari di colate laviche preistoriche e non, e dalla vegetazione tipica tra cui cespugli di ginestre tipiche dell’Etna e dallo Spinosanto, è notevole da vedere la Pietra cannone (un tunnel di lava fusa dentro un tronco d’albero bruciato), e poi ancora, faggi e un bosco di pini larici (in dialetto siciliano chiamati  “zappini” ). Il sentiero ospita anche il Rifugio di Santa Barbara e una piccola grotta a scorrimento lavico dallo stesso nome, e ci conduce poi allo splendido giardino botanico alpino “Nuova Gussonea’, che contiene tutte le specie endemiche preistoriche e non, del Parco dell’Etna. La visita però alla Nuova Gussonea, deve essere prenotata almeno 2 mesi prima. —-> Per maggiori i nformazioni contatta[email protected] oppure visita il sito www.etnaexcursionsicily.com

 Nota è la Manifestazione fieristica espositiva e degustativa della Sagra dell’Olio extravergine d’oliva D.O.P e D.O.C : http://www.comune.ragalna.ct-egov.it/la_citt%C3%A0/turismo/Fiere_Mercati.aspx

downloadCucina Tipica: Ricchi antipasti tipici siciliani, composti da olive, pomodori secchi, caponata, olio extravergine d’oliva D.O.P e D.O.C di Ragalna. Primi Piatti di pasta e pane Caserecci, salsiccia con i cavolicelli o in dialetto “caliceddi” (una verdura spontanea mediterranea). Gustosissimi sono anche i Funghi porcini e di Ferla, ottimo anche il vino dell’Etna e deliziose, poi, le castagne. Da non perdere un assaggio della mostarda, preparata sia con il mosto che  con i fichidindia secondo antiche ricette tradizionali e della Frutta dell’Etna.

Uva

 

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