Sutera memoria araba

Sutera è un piccolo paesino e comune italiano in provincia di Caltanissetta in Sicilia e conta circa 1.406 abitanti.
La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia ed è una delle tappe della Magna Via Francigena, antico itinerario che già nel XI secolo collegava Palermo ad Agrigento. Sorge a circa 600 metri di altezza e dista 40 km dalla città Metropolitana,e 100 km da Palermo, capoluogo di regione.

Il centro urbano, di impianto medievale, si snoda in maniera armonica e naturale attorno alla montagna di S. Paolino (820 m) ed è costituito dai tre quartieri:

  • Rabato
  • Rabatello
  • Giardinello

Il quartiere piu’ caratteristico, è quello arabo-berbero africano, stiamo parlando di Rabato, dove ogni anno si svolge il famoso Presepe Vivente di Sutera. 

Questo quartiere, è caratterizzato da antiche case di gesso affastellate le une sulle altre tra cui si insinuano strette viuzze, cortili o ripide scalinate acciottolate.

DA VEDERE: la Chiesa madre di Maria SS. Assunta (quartiere Rabato), venne costruita per volontà di Giovanni III di Chiaramonte, barone di Butera, intorno al 1374, al fine di sostituire una moschea collocata nello stesso luogo dalla popolazione araba.
L’aspetto attuale è molto diverso rispetto a quello originale in quanto negli anni l’edificio sacro è stato ricostruito e restaurato.
L’interno è arricchito da opere d’arte tra le quali si citano le statue di San Calogero e della Madonna Addolorata, il quadro con l’Assunzione di Maria al Cielo, la statua di Sant’Isidoro, il gruppo statuario della Madonna del Rosario e la statua della Madonna Assunta dormiente.
La chiesa possiede inoltre un organo artigianale risalente 1600.

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Il toponimo di Sutera, ha resistito alla dominazione araba conservando l’origine greca medievale: deriva probabilmente da Sotéra, accusativo di Sotér, «salvatore», in riferimento al baluardo difensivo rappresentato dal monte e dalle fortificazioni di epoca bizantina; oppure da Sotéira, «colei che salva», attributo della dea Artemide al cui culto si sarebbero dedicate popolazioni dell’antica Grecia in una zona collinare vicino all’attuale paese.

La storia

  • VII sec. a. C.: sono state rinvenute a pochi km dal centro urbano alcune sepolture pre-elleniche appartenenti a un villaggio sicano.
  • VI sec. a.C.: si ipotizza che l’area del monte di San Marco fosse consacrata da coloni greci provenienti da Gela, il culto di Artemis Sotéira, dalla quale secondo alcuni deriverebbe il nome Sutera.
  • IV-VI sec. d.C.:  in località San Marco, gli affreschi (figureddi) visibili in un ipogeo potrebbero essere attribuiti a monaci basiliani di rito greco-ortodosso.
  • 860, gli Arabi (forse Berberi del Nord Africa) fondarono il quartiere del Rabato (da Ràbad, «borgo fuori le mura»), la cui struttura urbanistica ancora caratterizza il borgo.
  •  XI sec.: il centro diventa territorio dei Normanni, subentrati agli Arabi, e sotto gli Svevi (XIII sec.), con la fondazione e lo sviluppo del quartiere Giardinello.
  •  Nel 1325 con il dominio Aragonese, Sutera, diventa feudo di Ruggero di Scandolfo, per poi passare ai baroni Chiaromonte e quindi ai Moncada.
  • Nel 1398, il borgo viene restituito al pubblico demanio della Corona di Sicilia, feudo della chiesa e poi dell’Impero.

Nel 1535, l’imperatore Carlo V vende al barone di Capaci, Girolamo Bologna, Sutera, che ritorna alla Corona nel 1560 grazie al riscatto reso possibile dagli stessi cittadini, autotassandosi.

DA VEDERE: MONTE SAN PAOLINO, LA ROCCA

La Rocca di San Paolino è una grande roccia monolitica gessosa sulla cui vetta vi è il santuario omonimo in cui vengono custodite, in due antiche urne, le reliquie dei santi compatroni del paese: San Paolino, Sant’Onofrio e Sant’Archileone. Per la festa di Sant’Onofrio, la prima domenica di agosto, e per quella di San Paolino, il martedì dopo Pasqua, la popolazione si reca in pellegrinaggio in cima al monte.

Il monte San Paolino è alto 825 metri circa sul livello del mare, ha una circonferenza di 1 chilometro e mezzo circa ed una superficie di più di 11 ettari.; la scalinata che conduce sulla sua sommità è costituita da 183 gradini distribuiti in 4 rampe; il dislivello tra la parte più elevata dell’abitato e la cima del monte è di 200 – 250 metri circa.

Dalla sommità, si possono vedere 25 paesi, il mare di Agrigento, le Madonie, l’altopiano di Enna e sullo sfondo l’Etna.

Lungo il cammino si incontrano:
– le stazioni della Via Crucis
– la prigione detta di Filippo D’Angiò
– la campanella tradizionalmente suonata dai pellegrini
– e il luogo dove, nel 57 d.C., fu eretta per la prima volta una croce, in ricordo della adesione dei suteresi alla fede cristiana ad opera della evangelizzazione dei SS. Onofrio ed Archileone.

In cima sullo spiazzale sorge il Santuario Diocesano e accanto alla chiesa è il convento che un tempo ospitava i Frati Filippini, oggi eremo Sant’Onofrio. Entrambi si affacciano su un grande spiazzale che conduce, a destra, ad una pineta; nello spazio sottostante vi è una sala convegni. Più in alto, la cella campanaria con il campanone, i cui rintocchi risuonano per tutto il Vallone.

CURIOSITA’:

Nel 1987 il regista statunitense Michael Cimino girò a Sutera parte del suo film “Il siciliano” che narra la storia del bandito Salvatore Giuliano. Teatro delle riprese furono in particolare Piazza Sant’Agata, il Municipio, via Roma e zone di campagna circostanti.

EVENTI E MANIFESTAZIONI: visita il sito del Comune di Sutera

 

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